Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

Instabilità finanziaria internazionale

Posted by piergiorgiogawronski on February 4, 2000

Premessa

I mercati finanziari sono intrinsecamente volatili: le quotazioni riflettono le aspettative di rendimento e il rischio degli operatori, che sono incerte e fluttuanti. L’instabilità, però, è un’altra cosa: si verifica quando i prezzi hanno variazioni eccessive a causa di ondate panico o euforia, non giustificate dalle informazioni disponibili.

I
costi sociali dell’instabilità finanziaria possono essere molto alti: costi per il bilancio pubblico quando si interviene per salvare istituzioni finanziarie in crisi; costi economici e sociali delle catene di fallimenti; recessioni; crisi politiche. E’ dunque di interesse pubblico combattere le crisi finanziarie internazionali.

D’altra parte, l’assenza di un governo mondiale e le difficoltà del coordinamento internazionale hanno impedito, dal 1945 ad oggi,  lo sviluppo di una adeguata architettura finanziaria internazionale.

Linea politica del Partito Democratico

Il Partito Democratico dovrebbe sviluppare una proposta chiara, coerente, e di alto livello, per prevenire e – quando necessario –  gestire a livello internazionale le crisi finanziarie.

Sul piano della prevenzione, oltre al coordinamento internazionale delle politiche finanziarie microeconomiche (migliori informazioni finanziarie e loro diffusione; migliore regolamentazione dei mercati; migliore supervisione degli operatori finanziari; migliori regole contabili; forte coordinamento europeo per evitare la concorrenza al ribasso fra le regolamentazioni nazionali; ecc.) e macroeconomiche  ( politiche macroeconomiche del G8 orientate anche alla stabilità), il Partito Democratico italiano dovrebbe chiedere una regolamentazione e una supervisione pubblica di quelle Agenzie di Rating che fanno errori gravi (per gli effetti sistemici che hanno, e per i conflitti di interesse che stanno dietro a molti dei loro fallimenti).

Sul piano della gestione delle crisi, il Partito Democratico dovrebbe sostenere le proposte di ripartizione dei costi delle crisi internazionali fra debitori e creditori (trovando un equilibrio fra i problemi di azzardo morale e i problemi di selezione avversa).

Infine, il Partito Democratico dovrebbe sostenere la costituzione di un gruppo di esperti presso il Ministero dell’economia, che contribuisca alla governance globale delle crisi finanziarie con proposte di riforma dell’architettura finanziaria internazionale (oggi caratterizzata da diverse istituzioni le cui competenze si accavallano disordinatamente: F.M.I, B.M., B.I.S., Comitato di Basilea, G8, IOSCO, IASC, ecc.).
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