Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

La pubblica amministrazione

Posted by piergiorgiogawronski on February 4, 2000

Riqualificare la Pubblica Amministrazione

1. Accesso alla Pubblica Amministrazione
Ripristinare lo spirito dell’Art. 97 Cost. c.3: “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede per concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Proporre la modifica in “salvo in casi eccezionali stabiliti dalla legge”.
– porre un tetto generale molto stringente al personale in pianta organica assunto fuori concorso, in ciascuna pubblica amministrazione
– rafforzare la affidabilità e l’imparzialità delle procedure concorsuali(regole)
– porre un limite stretto alle “ consulenze esterne” (numerico e finanziario), rafforzare i controlli sulla reale impossibilità di reperire le capacità professionali richieste all’interno della PA, senza costi aggiuntivi per lo Stato.
Limiti allo “Spoils system”
– Porre un tetto generale alle posizioni soggette a spoils system (e relativi fondi) in ciascuna istituzione, indicandole con precisione nella pianta organica.
– Per la maggioranza delle posizioni soggette a spoils system, fissare per legge i requisiti minimi di qualità dei CV.
– Per tutti i “Capi dipartimento” o equivalenti, sia di nomina politica che di carriera, stabilire per legge il principio generale della competenza specifica del Capo Dipartimento almeno pari a quella media dei dirigenti del dipartimento stesso
– Per rendere efficaci i controlli sulla applicazione delle regole relative allo spoils system, prevedere:
(a)  pubblicazione dei curricula dei nominandi sui siti dei ministeri prima dell’invio alle Commissioni Parlamentari, onde stimolare un dibattito pubblico sulla loro competenza;
(b) dopo l’approvazione delle nomine da parte delle commissioni parlamentari competenti, occore valutare l’opportunità di dare al Presidente della Repubblica o alla Autorità per la PA il potere di rinvio al Parlamento se si ritiene che le competenze del nominando non sono congrue. [L’Autorità per la PA potrebbe anche istituire un apposito ufficio che riceve e valuta le opinioni dei cittadini sulla congruità del CV del nominando, inclusi i dirigenti del dipartimento stesso.]
– Limiti agli stipendi dei dirigenti nominati fuori concorso, tramite lo “spoils system”.
2. Qualità della Pubblica Amministrazione
Rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio: creazione di una “Policy Unit” di esperti economici e di relazioni internazionali in diretta collaborazione.
Creazione di nuclei tecnici di alta professionalità (equiparabili almeno a ricercatori universitari) in tutti i Ministeri, generalmente in diretta collaborazione con il Ministro e i suoi consiglieri di nomina politica. A costo zero (tramite avvicendamento di personale).
Rafforzamento della governance economica a tutti i livelli.
Formazione: passaggio dai corsi organizzati e proposti dal vertice amministrativo, a proposte di formazione presentate dai dipendenti.
3. Terzietà della Pubblica Amministrazione
L’Art. 97 c.1 Cost. richiede “il buon andamento” e “l’imparzialità dell’amministrazione”. Spesso, entrambe le indicazioni non sono rispettate. Per ripristinare la legalità costituzionale:
  • le carriere all’interno della P.A. dovranno dipendere da valutatori non nominati dalla politica. In ogni Dip.to della P.A. dovrebbe esserci un Capo Dip.to o un Vice-Capo Dip.to entrato nella P.A. per concorso (“di carriera”), il quale provvederà ad avanzare le proposte di promozione dei dirigenti del Dip.to all’Ufficio del personale competente. L’Agenzia per la PA riceve pareri ed eventualmente interviene se il criterio del merito non è rispettato.
  • Stabilire per legge il principio generale della competenza specifica dei Capi Dip.to almeno pari alla media dei dirigenti membri del Dipartimento in oggetto.
  • Pubblicazione delle offerte di “incarico” riservate alla P.A., e conseguente assegnazione dell’incarico sulla esclusiva base delle specifiche competenze e del merito.
  • Codice etico dei rapporti fra politica e pubblica amministrazione
4. Lotta al mobbing e al demansionamento
Creazione di una Sezione apposita della costituenda Autorità per la Pubblica Amministrazione.
5. Trasparenza delle retribuzioni e degli incarichi nella P.A.

  • Pubblicazione sui siti Internet delle amministrazioni in modo chiaro e individuale di tutti gli stipendi ed emolumenti percepiti a qualsiasi titolo da ciascun dirigente (o eletto).
  • Divieto generale di cumulo – Studiare la possibilità di introdurre il principio generale in base al quale lo Stato non può elargire a una stessa persona emolumenti a qualsiasi titolo (pensioni, stipendi, indennità) superiori a 10 volte il reddito medio degli italiani, salvo eccezioni previste dalla legge.
6. Creazione di una Autorità indipendente per il Merito e l’Efficienza nella Pubblica Amministrazione , dotata di forti poteri sia ispettivi che di intervento, con compiti di:
– controllo preventivo della regolarità anche sostanziale dei concorsi pubblici, valutando in particolare la indipendenza e la competenza delle commissioni esaminatrici, le procedure, e con la facoltà di imporre se necessario modalità rafforzate ai fini della tutela del merito. Possibilità di ricevere e valutare, anche ex-post, ricorsi e segnalazioni da persone informate dei fatti. Facoltà di dichiarare la validità del concorso “dubbia” e ricomprendere il personale immesso nelle quote di personale che entra nella P.A. fuori dalle procedure concorsuali.
– Valutazione della congruità delle carriere dirigenziali rispetto al merito; promozione delle alte professionalità e dei nuclei tecnici specie nelle amministrazioni centrali.
– Lotta al mobbing nella pubblica amministrazione, con facoltà di ricevere segnalazioni e realizzare indagini, in particolare nei casi (a) e (b) qui sotto:
(a)  nel caso di un tentativo di piegare l’imparzialità della P.A. o distorcere le relazioni tecniche da essa prodotte, al fine di promuovere interessi (politici ed economici) particolari invece dell’interesse generale.
(b)  nel caso di un tentativo di scoraggiare e allontanate il personale entrato per concorso, al fine di “liberare” posizioni della pianta organica per i propri “amici” o simili.
– Controllo del rispetto dei tetti e delle regole relativi al personale immesso a qualsiasi titolo nella P.A..
7. Promuovere l’Etica pubblica

  • Nella scuola, rafforzare l’insegnamento dell’Educazione civica. Subordinare la concessione della cittadinanza agli immigrati a una minima conoscenza della Costituzione.
  • E’ tempo di rivalutare l’insegnamento laico delle religioni, uno dei fondamenti del pensiero etico dell’Umanità, superando gli opposti estremismi e i vincoli concordatari.
  • La ripresa del senso civico richiede in primo luogo l’esempio della classe dirigente, e in secondo luogo il suo impegno nella lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, la diffusione dei criteri meritocratici[1], e le semplificazioni normative. Si possono anche avviare esperimenti di “democrazia aperta”, offrendo ai cittadini la possibilità di formulare proposte, denunciare malversazioni, ecc.., affinché i cittadini si “riapproprino” delle istituzioni.
  • Se sarò eletto Segretario Nazionale del Partito Democratico, non entrerò in Parlamento finché il Parlamento non avrà votato una riduzione di stipendi e indennità superiore al 50%.
  • Il P.D. dovrebbe dotarsi di un codice etico stringente.
8. Semplificazione degli adempimenti burocratici del cittadino e delle imprese, E-government e trasparenza
Obiettivi:  ridurre gli adempimenti burocratici, e/o portare i tempi e dei costi degli adempimenti burocratici a livello europeo
  • Ridurre il numero delle leggi e riordinare del sistema normativo tramite la produzione di Testi Unici
  • Implementare l’Analisi di Impatto e Regolamentazione per valutare ex-ante costi e benefici per i cittadini e le imprese delle nuove normative in via di promulgazione
  • Creare un Nucleo tecnico per la semplificazione dotato di poteri di proposta alle Commissioni Parlamentari.
All’interno del settore pubblico, le tecnologie informatiche sono sotto-utilizzate a causa di una cultura della eccessiva riservatezza, dell’opacità, della lotta per le competenze, e della debolezza della cultura del coordinamento. Occorre invece prevedere la:
  • condivisione sui siti internet delle basi dati, delle relazioni tecniche, e dei “position papers” del governo (sul modello inglese)
  • interattività dei siti web delle pubbliche amministrazioni, onde costruire una partecipazione selezionata (quindi effettiva) ma trasparente della società civile
  • pubblicazione dei curricula, degli stipendi ed altri emolumenti dei burocrati e dei politici, delle offerte di lavoro (anche se interne alla P.A.), ecc.
  • Avviare processi interattivi di elaborazione di codici etici
Nei rapporti con il cittadino e le imprese, questa riforma della pubblica amministrazione dovrebbe raggiungere due obiettivi:
1) Qualsiasi pratica può essere espletata via internet senza che al cittadino venga richiesto di recarsi di persona in un ufficio pubblico.
2) Qualora il cittadino preferisca l’assistenza di un funzionario, l’amministrazione pubblica dovrebbe essere organizzata in uffici one-stop-full-stop, cioe’ dove il cittadino ottiene in un colpo solo ciò di cui ha bisogno.
Per verificare che le esigenze dei cittadini non vengano calpestate dalla burocrazia bisogna istituire, all’interno della costituenda Autorità per la P.A.,  un Ombudsman che difenda i diritti individuali contro le inefficienze dell’Amministrazione Pubblica con poteri di avviare la riduzione dei funzionari negligenti o incapaci.

9. Il rientro dal debito pubblico
L’Art. 81 Cost. L’art. 81 vieta la promulgazione di leggi senza copertura finanziaria. Inserito dai costituenti per evitare l’insorgere del debito pubblico, dagli anni “60 è stato aggirato intendendo per copertura finanziaria anche “il ricorso all’indebitamento”. Bisogna ripristinare la funzionalità di questo articolo della Costituzione.
  • Occorrono regole stabili, se possibile condivise, forse costituzionali; ed una “Autorità sul Bilancio Pubblico” che lasci alla politica mano libera sulla composizione della spesa e delle entrate, ma non sui saldi e sulle regole contabili.

[1] Stefano Micossi ha proposto un decalogo in “Le priorità della politica economica”, www.lavoce.info, 27-02-2006

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