Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

ISTITUZIONI

Posted by piergiorgiogawronski on February 10, 2000

La democrazia in crisi

► Rilanciare la Democrazia
► Pubblica Amministrazione: una rivoluzione
► Smantellare il sistema dei privilegi della politica
► “Power to the people”

► Domande Frequenti

  • In Italia ci sono problemi democratici?
    Il sistema elettorale maggioritario, negli anni scorsi, ha messo in risalto la presenza di alcune “falle” nelle garanzie democratiche. La sfiducia nelle istituzioni, e le spinte populiste aumentano i rischi democratici.

    Inoltre, la divisione dei poteri già oggi è insufficiente: perquesto Freedom House classifica l’Italia fra i paesi “parzialmente democratici”. Alcuni esempi sono la concentrazione delle TV, il controllo del governo sulla RAI, la mancanza di democrazia nei partiti, la relativa autonomia delle Autorità Garanti e della Pubblica Amministrazione.

    La transizione istituzionale iniziata nel 1993 è ancora incompiuta. La strada per uscirne – quella che credo dovrebbe imboccare il P.D. – è: rafforzare le garanzie democratiche per consentire alle nostre istituzioni di “reggere” un sistema elettorale maggioritario ed altre riforme volte a favorire la governabilità.

  • La pubblica amministrazione è un tema noioso: perché insisti?

    Sei giovane: i concorsi truccati sono un problema che ti riguarda? Lavori nello Stato: sai cos’è il mobbing? Lavori nel privato: conosci le file allo sportello, la mala sanità, i servizi che non funzionano? Hai mai riflettuto sul fatto che tutte le politiche (economiche, sociali, ambientali, internazionali), dal loro disegno tecnico alla loro traduzione normativa, fino alle verifiche di impatto, dipendono dalla qualità della pubblica amministrazione?
    Qui è in gioco la qualità della tua vita.

  • Perché il P.D. deve partire dalla lotta ai privilegi? Non è demagogia?
    Perché la strategia del P.D. deve cominciare dal taglio radicale degli stipendi dei parlamentari e dalla lotta ai privilegi? Non è demagogia?

    I privilegi della politica costano cari. Non si possono abbassare le tasse se non si taglia la spesa pubblica. Non si può chiedere alla gente di fare “sacrifici” per abbattere il debito pubblico, se la classe dirigente non dà l’esempio. A cominciare dai parlamentari.

    Gli empirici sulla felicità umana, (si veda ad es. Richard Layard, “Happiness: has social science a clue?”) dimostrano che le differenze eccessive di reddito causano ansia e infelicità negli esclusi. L’infelicità causata dai privilegi è quindi una forma di “inquinamento sociale”.

    Il senso civico: gli italiani, quando sono all’estero, dimostrano di averlo. Ma l’Italia resterà sempre “il paese dei furbi” se la classe dirigente per prima dà l’esempio sbagliato.

    La politica: viene corrotta dai privilegi, dagli stipendi d’oro. Se ad es. lo stipendio di un parlamentare fosse di soli 2000 Euro, farebbe politica solo chi ha motivazioni serie, non per un interesse personale. E per “bonificare” il parastato e gli enti locali si deve cominciare dal Parlamento. Se smantelliamo i privilegi, la politica sarà migliore ed anche più aperta a tutti.

    Nel paese c’è molta insofferenza. Se si lascia il tema in mano ai populisti, la stessa democrazia potrebbe soffrirne. Preferisco un Partito Democratico competente e onesto che vinca le elezioni piuttosto che le avventure di segno incerto.

Advertisements

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d bloggers like this: