Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

La crisi di Wall Street

Posted by piergiorgiogawronski on February 10, 2000

PierGiorgio Gawronski, membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico, in relazione alle ripercussioni sull’Italia della crisi di Lehman Brothers ha dichiarato:

“La crisi di Wall Street mostra l’esito inevitabile delle politiche populiste, basate sui debiti. L’Amministrazione Bush ha drogato per anni l’economia con afflussi di capitali internazionali inusitati. Ha ridotto la regolamentazione del settore finanziario. Poi è stato incapace di arginare le ripercussioni delle insolvenze sui mutui subprime; ieri ha fatto una scelta rischiosa non intervenendo in soccorso della Banca Lehman (per il cui salvataggio bastavano 40Mld di $): il crack di una banca è infatti assai più pericoloso di quello di una impresa industriale (come l’Alitalia – il cui salvataggio costerà 200Euro ad ogni famiglia italiana).

Secondo l’economista del P.D., “La crisi finanziaria americana minaccia ora di contagiare il resto del mondo. Sono a rischio tutte le strutture finanziarie ‘deboli’. Nonostante la protezione garantita dall’Euro, anche l’ Italia, a questo punto, è a rischio, a causa dell’enorme debito pubblico”, che è “sostenuto da un settore produttivo debole, da uno Stato debole, da una politica debole”.

La crisi americana, in tutta probabilità, determinerà una fuga di capitali dagli strumenti finanziari ad alto profilo di rischio. I titoli del  debito pubblico italiano sono quindi esposti ad una grande incertezza. Inoltre il prevedibile crollo dei consumi americani determinerà una forte contrazione delle esportazioni europee.

In questa situazione di estremo nervosismo degli investitori internazionali, secondo Gawronski, “occorre una pronta reazione” del governo italiano:

1) “Riformuli la Legge Finanziaria, per rassicurare i mercati sulla  sostenibilità del debito pubblico italiano, introducendo nuovi tagli pluriennali alle spese improduttive.

2) Riveda i progetti sul federalismo fiscale che  – per come sono formulati –  provocherebbero un grave aumento dell’incertezza sull’entità della spesa pubblica, e rischiano di  far saltare qualsiasi quadro di riferimento della politica fiscale per almeno un decennio. Occorre invece un federalismo fondato su un rafforzamento del “patto di stabilità” interno, su regole drastiche che limitino gli abusi degli amministratori, in particolare nel settore sanitario.

3) Questo è inoltre il momento giusto per un accordo fra maggioranza ed opposizione su una Legge attuativa dell’Art. 81 Cost.  – ancora inapplicato -, atta ad accrescere la credibilità dei nostri titoli pubblici e a tranquillizzare gli investitori internazionali. E’ opportuno che un paese ad alto debito co,e il nostro si doti di una infrastruttura istituzionale adeguata: è una riforma a costo zero, che abbasserebbe notevolmente la spesa per interessi dello Stato. Oggi più che mai occorre gestire le aspettative.

4) Chieda una convocazione immediata del G8, con l’obiettivo  – oltre al coordinamento monetario già in atto –  di mettere in campo una risposta comune di espansione dei bilanci pubblici (ad eccezione dei paesi ad alto debito) e delle politiche commerciali.  A questo proposito, è importante non ripetere gli errori del 1929, quando il protezionismo trasformò la crisi della borsa americana in una tragedia planetaria. Al WTO l’Italia è schierata con i paesi protezionisti europei: occorre cambiare linea, rilanciare il negoziato WTO – puntando anche ad un accordo parziale ma rapido -, anche aprendo alle importazioni agricole, per calmierare i prezzi dei generi alimentari e favorire l’apertura dei mercati internazionali ai nostri prodotti industriali. Un accordo al WTO è anch’esso “a costo zero”: darebbe un immediato stimolo all’economia mondiale, di intensità superiore a qualsiasi eventuale pacchetto fiscale.

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