Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

Le mie primarie nel paese dell’impar-condicio

Posted by piergiorgiogawronski on February 10, 2000

Il direttore dell’Unità mi ha chiesto: com’è l’esperienza di queste primarie, per il candidato Gawronski? Rispondo: è “bella” e “dura”. E’ bella perché parlo di problemi che nessuno sa o vuole affrontare (p.es.: disarmo nucleare); e perché do voce a chi non ce l’ha (immigrati; impiegati “mobbizzati”; giovani). E’ “dura”, perché il regolamento sembra fatto apposta per mettere in difficoltà i candidati non espressi dai partiti. E’ possibile infatti che, senza un apparato alle spalle, non riuscirò a creare delle Liste Gawronski in tutti i 475 collegi. Una parte degli elettori che vorrebbero votarmi, e che grazie a me potrebbe avvicinarsi al PD, non ne avrà la possibilità. Cercherò comunque di portare nel P.D. una pattuglia di gente che vuole un partito aperto. E penso a chi la prossima volta si presenterà alle primarie del PD da esterno; e dico: mai più primarie con il trucco, come queste.

L’aspetto più duro, per me, è però la totale assenza di par condicio nell’accesso ai media; perché coinvolge direttamente Veltroni, Bindi e Letta. Non mi preoccupo per la mia persona; né per il valore di queste elezioni primarie, o per il PD. Mi preoccupo per la democrazia italiana. Perché la democrazia italiana è in crisi. E’ stata erosa per anni, oltre che dalle recenti pressioni della destra, dalla partitocrazia in cerca di privilegi, dagli abusi e dall’appropriazione delle istituzioni. La RAI? E’ sotto il controllo della maggioranza: una impostazione lontana anni luce dal “quinto potere” che controlla l’esecutivo; Berlusconi, quando vince le elezioni, per occuparla si limita ad applicare le regole fatte dalla sinistra. Le Autorità Garanti? Non sono affatto autonome come dovrebbero. La Pubblica Amministrazione? Ha perso la sua terzietà. La politica culturale? Un affare di apparati partitici e di cordate. La partecipazione nei partiti? Non è democratica e aperta ai cittadini: ancora aspettiamo – a distanza di 60 anni –  una legge attuativa dell’art 49 Cost.. La legge elettorale? Una vergogna, ma la sinistra ancora l’ha cambiata. E poi ci sono le tare antiche, cui non si mette riparo. Sicché Freedom House colloca l’Italia oltre il 40° posto, fra i paese “semi-liberi”. Ma noi ci siamo abituati: scivoliamo giù pian piano, senza accorgercene, senza reagire, senza mai rischiare una strada nuova.

Perché questa deriva? La democrazia si costruisce quando si è maggioranza, e governo. Lo si fa producendo regole e istituzioni che limitino il potere del governo e le barriere d’ingresso nelle stanze del potere da parte degli “outsider”. E quando le nostre nomenclature sono all’opposizione, quelli sono i momenti belli! Gloriosi! Quando Berlusconi li mette sotto, levano alte grida in difesa della democrazia: ed è tutto un fervore. Ma quando conquistano il governo e potrebbero ridare sostanza alla democrazia… se ne dimenticano. O meglio, si tengono stretti i “privilegi” del potere.

Il punto è che la “par condicio” è considerata ovunque un elemento essenziale di una elezione democratica. La democrazia non significa semplicemente organizzare un’elezione. Altrimenti anche la Corea del Nord sarebbe un regime democratico. Democrazia significa in primo luogo possibilita’ concreta per i cittadini di far conoscere le proprie idee. Se invece sono solo le idee di chi comanda a trovare spazio nasce e si perpetua un’oligarchia di potere autoreferenziale. I miei concorrenti più noti dimostrano con i fatti, in queste primarie, che il loro impegno sulla democrazia non è credibile.

E’ importante, la difesa e l’ampliamento della democrazia? Sì. (1) I giovani soprattutto non trovano canali di partecipazione trasparenti nella società e nelle istituzioni: ed ecco il malessere, la depressione, il declino economico, la violenza. (2) L’inefficienza e il discredito delle istituzioni rischia di coinvolgere lo stesso regime liberale. (3) L’indebolimento delle garanzie democratiche espone la democrazia a crisi improvvise, se dovesse emergere un leader populista sovversivo, assieme a una crisi grave sul piano della sicurezza. La cosa più dura che mi porto  nel cuore è questa domanda: chi difenderà la democrazia italiana?

PierGiorgio Gawronski

Candidato alla Segreteria Nazionale del P.D.

PS.: Mentre scrivo mi telefona Schettini: mi fa presente che il Corriere della Sera di oggi, pag.9, in un riquadro, spiega ai suoi lettori che i candidati alle primarie sono tre. Alla fine, ne ridiamo insieme… informazione di qualità!

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