Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

La destra non ha ancora fatto pace con la Costituzione

Posted by piergiorgiogawronski on March 29, 2009

La destra non ha ancora fatto pace con la Costituzione. Il PDL vuole riforme istituzionali per concentrare ulteriormente il potere nelle mani dell’esecutivo, riducendo ad organi del governo gli altri poteri dello Stato, le Autorità Garanti, la RAI, la pubblica amministrazione. L’idea che la concentrazione dei poteri aumenti l’efficienza del governo è una mistificazione autoritaria, contraddetta da 250 anni di storia democratica occidentale. Il PD deve  avere un progetto istituzionale di segno opposto: aumentare i contrappesi democratici, la divisione dei poteri, la trasparenza a tutela della sovranità popolare.

Le riforme istituzionali non devono riportare il paese a prima del 1948, ma rafforzare la democrazia di fronte alle sfide autoritarie e mafiose della modernità: noi non capiremmo cedimenti su questo terreno.  Con l’attuale quadro politico è difficile pensare a riforme costituzionali condivise. Meglio attuare assieme i tanti articoli della Costituzione ignorati o calpestati dalla politica, come l’Art. 49 (democrazia nei partiti), l’art. 81 c.4 (divieto di finanza pubblica “creativa”), e l’Art.97 (meritocrazia, de-politicizzazione della pubblica amministrazione).

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4 Responses to “La destra non ha ancora fatto pace con la Costituzione”

  1. Karolina Teller said

    Lo Stato che la cialtrona destra italiana sta concependo è un prodotto incompleto e deforme di un pensiero liberista abbozzato con veemenza ma limitato dalla debolezza che è insita nella incapacità e scarsa intelligenza dei suoi propugnatori.
    Berlusconi e i suoi apostoli non riescono a liberarsi della oppressione delle regole dello Stato, così tentano di lavorarlo dall’interno, come tarli, cercando di modificarlo mentre lo corrodono.
    Ma per fortuna nostra la loro forza è limitata e le loro capacità sono miserrime.
    Berlusconi non è eterno, anzi è auspicabilmente prossimo al declino fisico e mentale, ed è consapevole che il suo apparato di potere è tenuto in piedi solo dalla sua volontà di controllo.
    Egli è probabilmente già davanti all’angosciosa prospettiva della sua fine, proprio nel giorno del suo massimo fulgore. Un piccolo Giulio Cesare che attraversa Roma in cima al corteo del trionfo, mentre la Storia sta già scrivendo il suo epilogo. Meno sanguinolento, se Dio vuole.

  2. Isabella said

    Carolina,
    anch’io penso che la banda dei berlusconiani sia molto limitata quanto a competenze e intelligenza, ma non sono altrettanto ottimista.
    Guarda un po’ dov’è arrivato! sta facendo a polpette noi e la nostra costituzione democratica. Gli basta solo qualche altra leggina tipo il decreto Alfano. Penso che sarà davvero dura. Insomma non vorrei che facessimo l’errore di sottovalutarlo ancora. Io ho paura di quel che ci aspetta! Del resto non si intravvede un’alternativa seria, il PD è allo sfascio!
    Il fatto è che la maggioranza degli italiani segue questa destra, sembra impossibile, ma è così.
    Mio padre mi racconta che da giovane gli sembrava impossibile e davvero ridicolo che tanta gente si radunasse a piazza Venezia gridando Eia Eia Alalà! , ma lo facevano in tanti.
    Allora ci volle una guerra per liberarci di una dittatura esplicita.
    Cosa ci vorrà stavolta per eliminare una dittatura più dolce?? Io spero solo nei vincoli e nei limiti che l’Europa e il nuovo corso americano potrannp imporci!

  3. Angelo said

    Finalmente il carro arrivò: e arrivò senza fare il piú piccolo rumore, perché le sue ruote erano fasciate di stoppa e di cenci.
    Lo tiravano dodici pariglie di ciuchini, tutti della medesima grandezza, ma di diverso pelame.
    Alcuni erano bigi, altri bianchi, altri brizzolati a uso pepe e sale, e altri rigati da grandi strisce gialle e turchine.
    Ma la cosa piú singolare era questa: che quelle dodici pariglie, ossia quei ventiquattro ciuchini, invece di esser ferrati come tutte le altre bestie da tiro o da soma, avevano in piedi degli stivaletti da uomo fatti di pelle bianca.
    E il conduttore del carro?…
    Figuratevi un omino piú largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d’un gatto, che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa.
    Tutti i ragazzi, appena lo vedevano, ne restavano innamorati e facevano a gara nel montare sul suo carro, per esser condotti da lui in quella vera cuccagna conosciuta nella carta geografica col seducente nome di «Paese de’ balocchi».
    Difatti il carro era già tutto pieno di ragazzetti fra gli otto e i dodici anni, ammonticchiati gli uni sugli altri come tante acciughe nella salamoia. Stavano male, stavano pigiati, non potevano quasi respirare: ma nessuno diceva ohi! nessuno si lamentava. La consolazione di sapere che fra poche ore sarebbero giunti in un paese, dove non c’erano né libri, né scuola, né maestri, li rendeva cosí contenti e rassegnati, che non sentivano né i disagi, né gli strapazzi, né la fame, né la sete, né il sonno.
    Carlo Collodi da Pinocchio
    Ci sveglieremo tutti ciuchi, alla fine della sbornia? Chissà?

  4. isabella said

    Gli astemi come me sicuramente no!
    E’molto bella la metafora di Collodi.

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