Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

La Direzione Nazionale del PD

Posted by piergiorgiogawronski on April 21, 2009

Franceschini ha presentato le liste dei candidati del PD alle prossime elezioni europee. Non ci sono  furfanti, nessuno scandalo; ma sono state immesse poche competenze. Si tratta di liste scialbe, che non danno nessun segnale che il PD ha capito la svolta che ci chiedono i nostri elettori. Mi sono dunque astenuto sulle liste del Nord e ho votato contro quelle del Centro e del Sud.

Franceschini ha anche detto che nel Parlamento Europeo il PD starà con i socialisti, ma non nei socialisti. Cosa vuol dire, non lo abbiamo capito.

Infine, Franceschini ha chiesto di schierare il PD a favore del referendum che vuole abrogare la Legge Elettorale vigente. Ha motivato così: “Il risultato che otterremmo con il referendum peggiorerà la situazione. Ma costringererà il Parlamento a fare una nuova legge elettorale. Inoltre noi abbiamo sempre detto che siamo contro la Legge attuale,  e gli elettori non capirebbero se ci tiriamo indietro sul referendum”. Io ho votato – assieme a Bassanini, Lanzillotta, e Gentiloni –  contro la proposta di Franceschini, perchè “in una situazione di crisi democratica il tanto peggio tanto meglio è un gioco pericoloso”, perché “è pacifico che il risultato che si ottiene con il referendum è peggiore di quello attuale”, perché “se il Parlamento dovrà rifare la Legge elettorale, sarà la stessa maggioranza che ha fatto il “porcellum” a farla (la destra), e  non mi pare che dal 2006 ad oggi sono migliorati”, perché se poi il Parlamento non fa una nuova legge il rischio è che il PDL si presenti da solo alle elezioni politiche e prenda  – con solo il 40% dei voti –  il 55% dei seggi, che uniti a quelli della Lega consentiranno alla destra di fare quello che vuole della Costituzione senza neppure consentire ai cittadini di votare”. Ho quindi proposto di schierare il partito per il “sì” alla abrogazione delle candidature multiple, e per il “no” agli altri quesiti. La D.N. ha deciso altrimenti.

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3 Responses to “La Direzione Nazionale del PD”

  1. stefano said

    concordo fino ad un certo punto. La maggioranza che dovrebbe fare la nuova legge elettorale è diversa da quella del porcellum. Ai tempi fu Casini ha imporre a suon di emendamenti e di strappi la porcata. Lo dice lo stesso Calderoli. Una legge elettorale fatta da questo parlamento ha i numeri per essere migliore. Mi spingo un po’ oltre: persino se fatta solo dalla destra difficilmente sarà pari a quella attuale.

  2. piergiorgiogawronski said

    Speriamo che tu abbia ragione. Forse vedo rischi che non ci sono, ma scherzare con la Costituzione non mi va proprio. E la Legge Elettorale è il primo passo in questa direzione, direzione che la destra ha mostrato di voler prendere. la legge Calderoli-Casini (porcellum) vigente almeno nacque con l’intento di tutelare la minoranza, dato che la destra si apprestava a perdere le elezioni: implicitamente, quindi, tutelava la democrazia. Questa volta temo che sarebe diverso.

  3. Angelo said

    Le motivazioni dietro alla revisione della legge elettorale sono molteplici e spesso contraddittorie.
    Il motivo numero uno è che si persegue l’obiettivo del bipolarismo bipartitico, stile USA. Motivo risibile, perché giammai i partiti italiani, specchio della frammentazione culturale e sociale del Paese, potranno anche solo idealmente raggrumarsi intorno a due soli filoni. Anche considerando che la suddivisione Destra.Sinistra sta vieppiù venendo meno, portando inevitabilmente due schieramenti ipotetici a somigliarsi come due giapponesi che ridono.
    Un altro motivo, derivato dal primo, e di togliere di mezzo l’intralcio dei piccoli partiti residuali, soprattutto quelli figli delle ideologie frettolosamente archiviate in cantina. Cosicché il termine stesso “ideologoa” è venuto assumendo un significato negativo, come di obnubilamento della ragione per totale soggezione a una forma di imposizione della medicrità. Dimenticando che l’ideologia può sì essere marxista, ma anche cattolica, ma anche illuministica. Forse pensiamo di non avere più una ideologia per poter essere liberi. Liberi da che?
    Un terzo motivo, il più subdolo, e garantire ai due partiti ideali un totale controllo sui rappresentanti eletti in parlamento, Di fatto non più neanche eletti, ma designati.
    Se ne potrebbero cercare altri, di motivi, di non minore spregevolezza.
    Ora, chi dovrebbe, nello stato attuale delle Istituzioni, riportare la Democrazia verso la normalità attraverso la più naturale delle sue forme costitutive, quale è la legge elettorale?
    Il PD con il PDL dominante e il supporto dei nanetti che ballano?
    Temo che Gawronski abbia ragione.

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