Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

La Turchia deve entrare in Europa?

Posted by piergiorgiogawronski on April 25, 2009

Poiché le elezioni Europee si avvicinano, affronto un tema che mi è stato proposto da una stimata lettrice (Isabella: v. commenti). La questione dell’ingresso della Turchia in Europa divide profondamente i cittadini e i governi Europei, e sembra destinata a diventare – per iniziativa delle destre – uno dei principali argomenti del dibattito elettorale. Mentre i negoziati continuano, e nessuno dubita che la partnership debba crescere, alcuni, come Emma Bonino,  sostengono l’ingresso rapido della Turchia (Berlusconi è fra questi), mentre altri rigettano l’idea che la Turchia possa entrare nel giro di 10-15 anni come membro a pieno titolo nell’U.E.

 

Le argomentazioni “contro” sono molteplici: la Turchia non è geograficamente in Europa, la Turchia non è un paese cristiano, i Turchi non sono di razza indo-europea, i Turchi sono storicamente “nemici”, i Turchi sono euro-scettici, i Turchi sono troppi (71 mil.), i Turchi non rispettano i diritti umani. Ognuna di queste argomentazione ne ha una contraria (ad es.: “se i Turchi sono tanti, tanto meglio, perché con il loro ingresso crescerebbe il potenziale geo-politico e militare dell’U.E.”). Nessun testo scritto tuttavia comunica la carica di emotività che sta dietro a questo tema quanto l’ascolto di un dibattito, come quello (in inglese) in questo civilissimo video.

 

Personalmente, penso che l’Unione Europea non è attualmente in grado di assorbire un altro grande paese, a causa delle sue strutture politiche troppo fragili (troppi poteri di veto: ci manca solo quello della Turchia!). Inoltre, il divario di reddito pro capite fra la Turchia e l’Europa è troppo alto, e costituisce un incentivo troppo forte all’emigrazione verso l’Europa. Per questi due motivi, ritengo che una “partnership speciale”, una politica di amicizia, una stretta alleanza con la Turchia siano la soluzione migliore. Dissento quindi da Berlusconi, la cui continua pressione sugli altri paesi europei per fare entrare la Turchia non sembra tanto fondata su studi seri (dove sono i position paper del governo italiano che individuano il nostro interesse nazionale sull’argomento??) o strategie ponderate, quanto invece parte di una irresponsabile sceneggiata con cui il nostro Primo Ministro interpreta il suo ruolo internazionale.

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2 Responses to “La Turchia deve entrare in Europa?”

  1. Isabella Lupi said

    TURCHIA SI’, TURCHIA NO

    Come elettrice (sempre meno convinta) del Pd gradirei che con l’approssimarsi delle elezioni europee il Partito Democratico esprimesse con chiarezza la propria posizione sui temi più scottanti attualmente sul tappeto in ambito europeo . Penso che conoscere tali posizioni dovrebbe essere un diritto di tutti gli elettori.
    Ad esempio, mi sta particolarmente a cuore la vexata quaestio dell’ingresso della Turchia nella UE, tema trasversale , al centro del dibattito sulle prospettive dell’Europa e sul quale ritengo dunque necessario avere indicazioni precise.
    Da più parti (compresi l’America di Obama, e – scusate l’accostamento – il nostro presidente del consiglio) l’allargamento della UE alla Turchia è visto come un fatto auspicabile che consentirebbe sia di avviare un pro/positivo dialogo con il mondo musulmano, che di creare una testa di ponte – anche in senso militare – tra la UE e i paesi dell’area mediorientale per la sua posizione geopolitica.
    Personalmente mi rifiuto di pensare che in nome dell’opportunismo politico sia possibile sorvolare sulla costante violazione dei diritti umani perpetrata a tutt’oggi in quel paese nei confronti delle minoranze etniche e religiose (soprattutto curde, ma anche armene ed ebraiche), delle donne (in tema di occupazione,
    violenza, delitti d’onore, matrimoni forzati) e dei dissidenti. Ricordo, per inciso, che la stessa carta costituzionale turca – approvata sotto il regime militare nel 1982- contiene forti limitazioni alla libertà di espressione, ai diritti delle minoranze, ammette discriminazioni di genere e, non ultimo attribuisce all’esercito un forte ruolo nella vita politica. Da cittadina europea non gradisco assolutamente sentirmi assimilata ad un paese con tali presupposti antidemocratici.
    Non mancano poi voci interne al PD che considerano l’aggregazione all’Europa l’occasione giusta per stimolare un processo di superamento delle enormi contraddizioni di questo paese. Capisco ed apprezzo le e buone intenzioni, ma ci andrei con i piedi di piombo . E chi ci garantisce questa positiva evoluzione?

    La mia opinione è, piuttosto, che sia necessario vincolare l’allargamento della UE alla Turchia ad un preventivo, e sottolineo preventivo, adempimento di precise condizioni fissate dall’Unione Europea e che solo successivamente, la Turchia potrà aspirare ad entrare in Europa. Allora sì che l’ingresso in Europa potrebbe essere per i turchi l’occasione giusta per cambiare.

  2. Fabio Scacciavillani said

    Caro Giorgio,

    io sono piu’ possibilista sulla Turchia. Se migliorano il sistema giuridico in senso liberale e la finiscono con le discriminazioni contro i curdi,politico econmomiche le altre considerazioni perdono di importanza.

    Quello che invece dovrebbe preoccupare e’ l’incapacita’ dell EU di avere una struttura decisionale. Per questo io sono favorevole a lanciare il progetto di una cooperazione rafforzata che unisca solo i paesi che vogliano federarsi e lasciare che Gran Bretagna e tutti gli euroscettici rimangano al palo.

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