Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

Uno schiaffo a milioni di italiani

Posted by piergiorgiogawronski on June 2, 2009

Qui di seguito pubblico – a futura memoria – il riassunto che Repubblica fa dell’editoriale di oggi del Times. Nel giorno in cui tutta la stampa estera, di destra e di sinistra, si solleva contro la corruzione di Berlusconi, le sue sistematiche menzogne, in cui il caso Palermo (sommersa dalle immondizie) rivela la realtà del governo tutto “spot” del centrodestra, vorrei ricordare che è stata una donna italiana a chiedere per prima ai nostri concittadini: “come potete accettare così  compiacenti e complici, tanto degrado?” Una donna a cui va la mia solidarietà, gratitudine, e amicizia, e credo quella di tutte le persone per bene. Una donna oggi vilmente e vergognosamente calunniata e umiliata dai servi di Berlusconi, chiaramente su mandato del “marito” (che tace, dunque acconsente: può ancora considerarsi marito uno che manda avanti in questo basso modo i suoi “alleati” contro sua moglie?), a cominciare dalla neofascista Santanché (la viltà è la caratteristica dello squadrismo fascista). E’ Veronica che rischia più di tutti: i figli, il matrimonio… E’ il suo schiaffo morale che sta risvegliando molte coscienze , è il suo atto di coraggio e di pulizia che non gli perdonano i milioni di italiani coinvolti nel fango – avendo appoggiato con entusiasmo Berlusconi oggi, come Mussolini ieri. Da quando ebbi la fortuna di conoscere personalmente le “Madri diPlaza de Mayo” so che le rivoluzioni quasi sempre le iniziano le donne, quando il potere arriva a violare quello che hanno di più intimo: la famiglia. Allora non hanno più nulla da perdere, e per quanto “fragili”, le donne in certi casi diventano anche terribili. Lo sta imparando, a sue spese, il nostro clown.

Times. “Cala la maschera del clown”, s’intitola l’editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. “La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata”, afferma il sottotitolo. “L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo”, comincia l’articolo. “Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria ‘privacy’, pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente”.

Il Times riconosce che la vita privata di Berlusconi è appunto un affare privato, ma osserva che, come è si è dovuto rendere conto Bill Clinton, scandali e alti incarichi pubblici non vanno d’accordo. “Molti potrebbero dire che l’Italia non è l’America, che l’etica puritana degli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani si scandalizzano davanti ai donnaioli. Ma questo è un ragionamento insensato e condiscendente. Gli italiani comprendono quanto gli americani cosa è accettabile e cosa non lo è. E, come gli americani, giudicano spregevole il cover-up”.

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