Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

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Le tasse salgono

Posted by piergiorgiogawronski on May 5, 2009

L’Abruzzo non riceve i soldi promessi per la ricostruzione. I precari non hanno garanzie per il posto di lavoro a rischio. I disoccupati si arrangino (salvo chi ha la C.I.G.). Milioni di anziani ricevono pensioni minime, insufficienti per una vita dignitosa. I tempi della giustizia sono infiniti. Le università stanno chiudendo la ricerca di base. Parecchie scuole elementari sono fatiscenti, gli asili nido pochissimi. Gli acquedotti “perdono”. La crisi dei rifiuti è ancora in agguato in molte città. Che si fa? Purtroppo, “non ci sono soldi!”.

Lo Stato essendo l’unico “produttore” possibile di una serie di beni e servizi indispensabili, la politica italiana dovrebbe affrontare apertamente il problema di come finanziare lo Stato. Certo, ci sono tante spese inutili; la giustizia è un esempio di come è possibile risparmiare semplificando le procedure; l’evasione fiscale sta tornando: prima di alzare le tasse un buon governo dovrebbe partire da queste cose. Così non è: la Relazione unificata sulla finanza pubblica, appena uscita, rivela che la pressione fiscale quest’anno salirà al 43.5%, ben oltre i livelli del 2007 (43.1%, governo Prodi) che tante polemiche suscitarono da parte del centro-destra. Con due aggravanti. La maggiore evasione, appunto, che concentra lo sforzo sui contribuenti onesti. La crisi economica, durante la quale la pressione fiscale dovrebbe scendere (sia per i meccanismi automatici, sia per le politiche di sostegno alle PMI).

Ciò detto sul fronte congiunturale, a sinistra dovremmo anche cominciare a reagire all’idea sbagliata che le tasse sono sempre dannose, o che vanno sempre ridotte. Con il debito pubblico, l’invecchiamento della popolazione, il terremoto, la crisi, e la miriade di problemi strutturali che ci ritroviamo, dovremmo cominciare a discutere non se le tasse devono salire, ma piuttosto, dato che stanno salendo, qual è il modo migliore per finanziare lo Stato. L’Ici per i ricchi?! Un’altra possibilità è l’aumento automatico dell’IVA (forse la tassa più facile da riscuotere) a livello europeo quando la crescita sarà prevista sopra la media decennale e sopra l’1.5%. Non è una imposta “progressiva”, ma può essere utilizzata per programmi di spesa fortemente redistributivi; E si possono esentare i generi di prima necessità.  

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Freedom House declassa l’Italia, il PD pensa alla governabilità

Posted by piergiorgiogawronski on May 2, 2009

Non siamo più un paese veramente libero. Anche il rapporto 2009 dell’organizzazione non governativa parla di un “generale peggioramento delle condizioni di libertà di manifestazione del pensiero e dei media”.  Ma ce ne siamo accorti? Sveglia! Gli attuali leader del Partito Democratico (così come le altre opposizioni) non hanno un programma per ristabilire la libertà e la democrazia in Italia: chi altri dovrebbe assumersi questo compito?

La legge Gentiloni sulle TV era un brodino caldo, e non l’hanno neppure fatta approvare. La legge sul conflitto d’interesse non l’hanno mai approvata. Le regole che portano anche la  RAI ad essere controllata dalla maggioranza: l’hanno fatte loro. Lo spoils system selvaggio l’hanno legiferato e praticato come tutti gli altri. Dulcis in fundo: quando parlano di crisi democratica, aggiungono di voler riformare le istituzioni per rafforzare la governabilità (cioè per dare ancora più poteri al governo e alla casta di autonominati inamovibili in Parlamento). E per questo appoggiano il referendum sulla Legge elettorale che piace a Berlusconi: che consentirà al PDL di cambiare a piacimento la Costituzione con il 40% dei voti, e questa volta senza chiedere il permesso agli italiani. Noi abbiamo un’altra idea di Partito Democratico.

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Veline e soubrettes nelle liste Europee (meno male che c’è Veronica)

Posted by piergiorgiogawronski on April 29, 2009

Veronica Lario, moglie di Berlusconi, soffre: “Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”. Nonostante ciò, ha deciso coraggiosamente di denunciare il “ciarpame senza pudore” che il PDL si appresta ad inviare a Bruxelles per rappresentarci. “Attreverso il paravento delle curve e della bellezza femminile” emerge “la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere, che offende la credibilità di tutte…”. Chiarissimo: Berlusconi è la degenerazione finale (o vogliamo andare ancora oltre?) della “casta” intoccabile di politici che ci domina.

Ce ne fossero di italiani così: invece del solito “tengo famiglia” con il quale pieghiamo la schiena al prepotente di turno, Veronica ci mostra come si può uscire da questo malinconico declino italiano: tenere la schiena dritta, e pagare il prezzo con dignità!

Ma è altrettanto sconvolgente, per arroganza, la risposta di Berlusconi a quella “signora”. Non mi riferisco tanto ad alcune sue dichiarazioni (I candidadi del PD sono “maleodoranti”, “io sono il genitore più amato dai figli”, “la signora” si è prestata a una manovra politica, ecc.). Mi riferisco ai “fatti”. Da quando il Capo ha dettato la linea, verso le ore 12:30 di oggi il sito di Forza Italia si è aperto a una valanga insulti personali contro Veronica: evidentemente orchestrata (abbiamo provato a mandare un messaggio in difesa di Veronica, ma guarda caso non è stato pubblicato). Non dico che Berlusconi e il PDL non debba difendersi da o replicare alle accuse: ma il modo che hanno scelto è tipicamente squadrista: nessun messaggio immesso sul sito risponde nel merito; tutti – dal Gran Capo all’ultimi dei militanti – attaccano Veronica sul piano personale: “Attricetta”, “sputa nel piatto in cui mangia”, “approfitta dei soldi del marito”… ci manca solo che gli diano della prostituta.

Nulla di nuovo soto il sole. In America lo chiamano “character assassination”. Quando non hai nulla da replicare nel merito, calunniare per togliere credibilità all’interlocutore è l’unica strada che rimane. Disgustoso!

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Dobbiamo avere paura dell’influenza messicana?

Posted by piergiorgiogawronski on April 28, 2009

 Secondo il Ministro Frattini “il nostro paese non è a rischio”: si tratta di una ovvia falsità, giacché il nostro paese è “a rischio” di contagio esattamente come tutti gli altri. L’atteggiamento del Governo Berlusconi è sempre quello di minimizzare o negare i rischi che ci sono. Fanno bene?

Io penso che la paura sia una giusta molla che ci spinge a prendere le precauzioni necessarie, a informarci, a cambiare i nostri comportamenti. Non credo affatto che la paura degeneri facilmente nel panico, in comportamenti irrazionali e controproducenti. Certo, per essere efficaci, la valutazione del rischio reale deve portare a una “giusta” dose di allarme sociale: reagire eccessivamente a rischi praticamente inesistenti ci distoglie dai rischi più seri. Ma l’epidemia suina è un rischio vero, serio, e pericoloso. Non ha senso pensare: “speriamo che, a me, non mi prenda”: questa sì che è una reazione irrazionale.  

 Allora perché il governo ha questa tendenza sempre a negare l’esistenza di qualsiasi rischio? Ho il sospetto che il governo Berlusconi si voglia proporre in modo paternalistico, chiedendoci una delega per ogni problema, anche quando da solo non ci può arrivare. Questo è un atteggiamento pericoloso: il rischio è che si ripeta qualcosa di simile a quanto è successo in Abruzzo (lo sciame sismico dei sei mesi precedenti indicava chiaramente il rischio di terremoto, che però le autorità hanno pervicacemente negato). A forza di addormentare gli italiani, poi finisce che la realtà ci colpisce all’improvviso.

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Un 25 Aprile nella concordia…

Posted by piergiorgiogawronski on April 26, 2009

Questo 25 Aprile è stato più sereno, più armonico del solito. Grazie a Napolitano, che ha parlato chiaro in difesa della Costituzione: è intorno ad essa che si può e si deve realizzare l’unità degli italiani. Grazie a Fini, che nei mesi scorsi si è avvicinato all’idea di democrazia (quella liberale, garantista) incarnata enlla Costituzione. Grazie anche a Berlusconi, che “ha detto cose importanti”, e si è allineato anche lui. Non è la prima volta, però, per Silvio. E poiché si tratta dello stesso uomo che solo poche settimane fa voleva chiudere il Parlamento, che ha lavorato con impegno per ridurre al massimo l’indipendenza degli altri poteri dello Stato, della TV, delle Autorità Garanti dal Governo, c’è da temere che si tratti dell’ennesima piroetta, per poi meglio infinocchiarci. Ma tant’è: intanto certe cose le ha dette. Per quel che valgono, godiamocele, e speriamo che la smetta di minare la democrazia italiana. Sperare è legittimo. In fondo, anche Silvio ha un’anima!

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