Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

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Grazie a Berlusconi, la crisi scompare…

Posted by piergiorgiogawronski on June 6, 2009

“Oggi non c’è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C’è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto”. Silvio Berlusconi a Porta a Porta (04/06/09).

“Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento”. Mario Draghi all’Assemblea della Banca d’Italia, Considerazioni finali (29/05/09).

“Questa è un’informazione di Draghi che non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana”. Silvio Berlusconi, Radio anch’io (05/06/09).

Da: Lavoce.info

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Uno schiaffo a milioni di italiani

Posted by piergiorgiogawronski on June 2, 2009

Qui di seguito pubblico – a futura memoria – il riassunto che Repubblica fa dell’editoriale di oggi del Times. Nel giorno in cui tutta la stampa estera, di destra e di sinistra, si solleva contro la corruzione di Berlusconi, le sue sistematiche menzogne, in cui il caso Palermo (sommersa dalle immondizie) rivela la realtà del governo tutto “spot” del centrodestra, vorrei ricordare che è stata una donna italiana a chiedere per prima ai nostri concittadini: “come potete accettare così  compiacenti e complici, tanto degrado?” Una donna a cui va la mia solidarietà, gratitudine, e amicizia, e credo quella di tutte le persone per bene. Una donna oggi vilmente e vergognosamente calunniata e umiliata dai servi di Berlusconi, chiaramente su mandato del “marito” (che tace, dunque acconsente: può ancora considerarsi marito uno che manda avanti in questo basso modo i suoi “alleati” contro sua moglie?), a cominciare dalla neofascista Santanché (la viltà è la caratteristica dello squadrismo fascista). E’ Veronica che rischia più di tutti: i figli, il matrimonio… E’ il suo schiaffo morale che sta risvegliando molte coscienze , è il suo atto di coraggio e di pulizia che non gli perdonano i milioni di italiani coinvolti nel fango – avendo appoggiato con entusiasmo Berlusconi oggi, come Mussolini ieri. Da quando ebbi la fortuna di conoscere personalmente le “Madri diPlaza de Mayo” so che le rivoluzioni quasi sempre le iniziano le donne, quando il potere arriva a violare quello che hanno di più intimo: la famiglia. Allora non hanno più nulla da perdere, e per quanto “fragili”, le donne in certi casi diventano anche terribili. Lo sta imparando, a sue spese, il nostro clown.

Times. “Cala la maschera del clown”, s’intitola l’editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. “La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata”, afferma il sottotitolo. “L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo”, comincia l’articolo. “Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria ‘privacy’, pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente”.

Il Times riconosce che la vita privata di Berlusconi è appunto un affare privato, ma osserva che, come è si è dovuto rendere conto Bill Clinton, scandali e alti incarichi pubblici non vanno d’accordo. “Molti potrebbero dire che l’Italia non è l’America, che l’etica puritana degli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani si scandalizzano davanti ai donnaioli. Ma questo è un ragionamento insensato e condiscendente. Gli italiani comprendono quanto gli americani cosa è accettabile e cosa non lo è. E, come gli americani, giudicano spregevole il cover-up”.

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Il Papa: “Mondo avvelenato da inquinamento morale”

Posted by piergiorgiogawronski on May 31, 2009

Benedetto XVI celebra la messa di Pentecoste: “Immagini che spettacolarizzano il piacere, la violenza o il disprezzo per l’uomo e la donna” intossicano “l’animo, soprattutto dei giovani”. Monito sulla difesa dell’ambiente: se l’uomo usa male i mezzi di Dio diventa pericoloso.

Più chiaro di così! Questo è il punto di dissenso di fondo, sui valori, con Berlusconi Silvio, Marina, e Piersilvio. Queste parole del Papa sono riferibili in primo luogo al gruppo Fininvest; che oltretutto è “tracimato” in RAI. I disvalori si riassumono nella banalità del “tutto e subito”, anche a costo di sciupare le cose più belle che abbiamo: la sessualità,  le relazioni interpersonali, la natura. Non c’è dubbio, moralismo a parte, che sui valori mi sento più vicino a Franceschini – e al Papa – che a Berlusconi

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Valori sì, moralismo no!

Posted by piergiorgiogawronski on May 28, 2009

NOEMI: GAWRONSKI (PD), INACCETTABILE FRASE FRANCESCHINI (ANSA) – ROMA, 28 MAG – L’economista PierGiorgio Gawronski, membro della Direzione Nazionale del PD, si dichiara ”d’accordo con Marina Berlusconi. Le dichiarazioni di Franceschini sul ‘Berlusconi, padre inadeguato’ sono inaccettabili, perche’ tirano in ballo altre persone che non c’entrano nulla (i figli), entrano impropriamente nei rapporti familiari del premier, e hanno un tono moralista inopportuno”. ”In questo modo – continua Gawronski – Franceschini avalla l’immagine di una opposizione alla ricerca di pretesti per screditare gli avversari politici, e riduce la credibilita’ delle gravi critiche nel merito che rivolgiamo alle politiche del Primo Ministro. Consiglio dunque a Franceschini di scusarsi con gli italiani per essersi lasciato trasportare dalla sua vis polemica”. (ANSA). COM-PH 28-MAG-09 12:40 NNNN

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Non si apre il vaso di Pandora quando il pifferaio è Berlusconi

Posted by piergiorgiogawronski on May 24, 2009

COMUNICATO – “Proposte sulle istituzioni assai simili a quelle di Micromega 1986 sono state già presentate nella direzione nazionale del partito democratico (ancora il 21 Aprile scorso), e in diverse altre sedi dal sottoscritto fra il 2007 ed oggi. Purtroppo, solo Bassanini e pochi altri “liberal” hanno appoggiato nel PD la linea del rafforzamento della democrazia italiana”. Lo afferma l’economista Piergiorgio Gawronski, secondo il quale “Veltroni sbagliò ad inseguire Berlusconi sulla strada delle proposte decisioniste, demagogiche e illiberali”, perché “è chiaro che in Italia bisogna partire dal rafforzamento dei contrappesi democratici e della divisione dei poteri, come ha fatto Obama”. Secondo Gawronski, “Franceschini continua  nello stesso errore di Veltroni, e questo francamente mi spaventa”. “Se Berlusconi è considerato da tutto il partito democratico un pericolo per la democrazia  – continua Gawronski –  allora con lui non è possibile attuare alcuna riforma istituzionale. Appoggiare il referendum  è perciò un rischio enorme: occorre cambiare la linea del partito, a cominciare dal voto del 21 Giugno”.

 

Apc-Riforme/ Micromega: Berlusconi ha copiato nostra proposta dell’86

Roma, 24 mag. (Apcom) – Sulla proposta di ridurre a 100 il numero

dei parlamentari “Berlusconi ha copiato MicroMega, con 23 anni di

ritardo, e con fini ovviamente opposti”. Lo sostiene, in una

nota, la rivista, precisando che ad avanzare la proposta è stato

nell’86 il direttore Paolo Flores d`Arcais, “nel quadro di una

proposta di riforma che accentuava la divisione dei poteri,

rafforzava l`autonomia dei parlamentari dalle segreterie di

partito, stabiliva le primarie vincolanti, limitava a tre i

mandati (di cui solo due consecutivi), introduceva

l`incompatibilità fra cariche elettive e governative, insomma

riduceva drasticamente il potere della ‘casta’. Esattamente

l`opposto di quanto vuole fare Berlusconi”.

 

“Il paradosso – prosegue Micromega – è che l`opposizione, anziché

prendere Berlusconi in parola, e formulare subito una legge per

la monocamerale con cento deputati (e le primarie vincolanti, e

tutti gli altri accorgimenti anti-casta), sta regalando al

macro-partitocrate di Arcore anche la battaglia contro la

partitocrazia. Siamo con ciò ad una impensabile sinergia di

masochismo e demenza”.

 

Sul numero della rivista, “chiuso in tipografia il 16 maggio

1986”, Micromega proponeva “una sola camera, formata da pochi

deputati (un centinaio)” perchè “avrebbe maggiori difficoltà nel

mantenere le proprie quotidiane attività in una sorta di cono

d`ombra”, cioè consentirebbe agli elettori una maggiore

possibilità di controllo, e di votare poi a ragion veduta. “Un

collegio unico nazionale”, perché “scoraggerebbe il deputato

dalla presentazione di leggine a sfondo localistico” e altre

“forme di degenerazione della vita pubblica”. “Trasformare il

contributo pubblico ai partiti con erogazione gratuita di servizi

(spazi sui mezzi di comunicazione, in primo luogo)” e stabilire

per i contributi di privati il dovere dei partiti (e dei privati)

“di pubblicare bilanci analitici esposti a controllo incrociato,

con sanzioni adeguate (a effetto deterrente) in caso di mendacio

anche marginale”.

 

Inoltre, si proponeva di introdurre la possibilità del “voto

plurimo anche a candidati di liste diverse”, cioè la possibilità

di “personalizzare” il proprio voto, scomponendolo ad esempio in

tre preferenze, poiché ciò “avrebbe l`effetto di ridimensionare

il potere delle segreterie, favorendo candidature indipendenti e

di frontiera”.

 

Per rispondere alla possibile accusa di trascurare la questione

della stabilità dei governi, la proposta di MicroMega del 1986

proponeva la consultazione elettorale in due turni. “Nel primo si

eleggono cinquanta deputati in modo rigorosamente proporzionale.

Nel secondo, ogni coalizione presenta, oltre alla lista dei

candidati, la lista del governo (premier compreso) e alla

coalizione che ottiene la maggioranza relativa (ma qualificata:

ad esempio il 40%) vengono attribuiti i tre quarti dei rimanenti

cinquanta seggi. All`interno della coalizione i seggi vengono

ripartiti in proporzione ai voti di ciascuna lista al primo

turno”.

 

Queste proposte venivano accompagnate dalla richiesta di

“incompatibilità tra cariche elettive (o in Municipio o a

Strasburgo, insomma), tra cariche elettive e funzioni

ministeriali (tranne che per il premier), tra cariche elettive e

cariche di nomina politica (nelle banche, nell`industria di

Stato, nelle Usl, ecc.), da estendere nel tempo, di modo che non

si diano lottizzazioni di “buonuscita”. Il tutto nel quadro di

una sempre più radicata autonomia della magistratura.

 

“Nel corso degli anni successivi MicroMega, sempre con articoli

del suo direttore Paolo Flores d`Arcais, avrebbe precisato –

riferisce ancora la nota – ed arricchito la proposta, teorizzando

un sistema che introduceva le primarie vincolanti (proposta

considerata con interesse, fin nei suoi dettagli tecnici, anche

da autorevoli ‘antipatizzanti’ della rivista come Panebianco), e

la trasformazione del Senato in una seconda camera non

legislativa ma di controllo (di ‘difensori civici’), composta dai

cinquanta sindaci delle maggiori città, e dagli altri cinquanta,

a sorte e a rotazione annuale, tra tutti i sindaci di comuni con

più di cinquemila abitanti”.

 

“Tutte proposte – prosegue Micromega – che, di fronte all`uscita

sfacciatamente demagogica di Berlusconi, una opposizione degna

del nome (e non complice di una ‘solidarietà di casta’),

rilancerebbe immediatamente, formulandola in un disegno di legge,

per il quale già da domani chiederebbe a milioni di cittadini una

firma di sostegno, organizzando gazebo in tutto il paese. Con il

che Berlusconi sarebbe messo con le spalle al muro, e la sua

spudorata demagogia si ritorcerebbe contro il suo regime.

Proposta troppo semplice e di ovvia intelligenza, per sperare che

il Pd voglia praticarla”.

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