Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

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Politiche

Posted by piergiorgiogawronski on February 4, 2000

Ci si riferisce qui alle regole della globalizzazione relative alle politiche commerciali, ai flussi di investimento esteri, ai trasferimenti di tecnologia, ai brevetti, alle migrazioni temporanee; agli investimenti in ricerca e sviluppo sui vaccini contro le malattie tropicali, e per l’efficienza dell’agricoltura tropicale; alla condivisione internazionale dei costi della difesa ambientale nei paesi poveri; alle modalità di gestione internazionale delle crisi finanziarie globali. Ci si riferisce inoltre alle politiche nazionali in materia culturale, di immigrazione, ecc..

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Povertà globale

Posted by piergiorgiogawronski on February 4, 2000

DALLA COOPERAZIONE ALLA AGENZIA PER LO SVILUPPO

Situazione

Povertà nel mondo: 1,2 miliardi vivono con meno di 1,1$/g.
Nutrizione: 800 milioni soffrono la fame.

C’è una Strategia concordata a livello globale contro la povertà: i “Millennium Goals” : l’Italia cosa sta facendo?

1) Aiuti allo sviluppo insufficienti (0,2% del PIL)

2) L’Efficienza degli aiuti della nostra Cooperazione allo sviluppo è medio-bassa.

3) L’assetto istituzionale e la qualità del personale, della Cooperazione italiana è inadeguato.
4) La Cooperazione non è in grado di influenzare la “coerenza” delle politiche generali italiane.

5) La Cooperazione non è in grado di mobilitare altre risorse (private) materiali e morali per lo sviluppo, essendo troppo burocratizzata. L’assenza di trasparenza e di controllo democratico rende la D.G.Cooperazione soggetta ai rischi di corruzione / conflitti di interesse.
6) La Cooperazione non è in grado di passare dal singolo “progetto” a strategie di sviluppo.

Proposte

Proposta 1: aumentare gli aiuti fino allo 0,7% del PIL (in parte in funzione della riduzione del debito pubblico, e inserendo stabilizzatori automatici e autofinanziamento). Piano fiscale del Ministro delle Finanze che indichi come viene ripartito l’onere (addizionale fissa per ciascuna persona fisica, per fasce di reddito, 8 per1000, ecc.).

Proposta 2: sostituire la Cooperazione allo sviluppo con una “ Agenzia (o Authority, Fondazione, ecc.) per lo Sviluppo” fortemente autonoma dalla politica e competente nel management, nel cui C.d.A./organo direttivo siedano le istituzioni del governo centrale (in posizione di maggioranza relativa, in primis il M.A.E.), ma anche una serie di soggetti interessati/esperti (Enti locali, Cattedre Universitarie di Economia dello Sviluppo, ONG, ConfIndustria, DAC-Ocse). “Mission” dell’Agenzia:  (a) passare dai progetti alle strategie di sviluppo;  (b) inserire competenze di alto livello sullo sviluppo; (b) mobilitare le forze interessate allo sviluppo, creare effetto leva, essere punto di coordinamento e stimolo per il latente “movimento per lo sviluppo” in Italia;  (c) partecipare al “negoziato interno” alla P.A. relativamente alle politiche che hanno impatto sui paesi poveri.

Proposta 3: Portare avanti le proposte (1) e (2) tramite un Referendum Consultivo”. Obiettivi:

(a) maggiore rispetto per le tasche degli italiani, maggiore democrazia (scelta loro)
(b) una scelta morale della gente per una maggiore responsabilità  per la rinascita morale dell’Italia
(c) maggiore stabilità della scelta dello 0,7% (non soggetta a cambi di maggioranze ecc.)
(d) max. partecipazione  à coinvolgimento  à controllo democratico sulla futura Coop.
(e) importanza politico-mediatica  à segnala la identità del Governo (spec. alla sinistra)
Nelle sedi internazionali (G8, WTO, ONU, IMF, BANCA MONDIALE, ecc.) il Partito Democratico dovrebbe sostenere incisive riforme delle regole della globalizzazione (commercio, investimenti, trasferimenti di tecnologia, brevetti, ecc.), evitando posizioni demagogiche e declamatorie, ma puntando su contributi reali di alto livello.

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