Piergiorgio Gawronski

il coraggio di cambiare

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Grazie a Berlusconi, la crisi scompare…

Posted by piergiorgiogawronski on June 6, 2009

“Oggi non c’è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C’è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto”. Silvio Berlusconi a Porta a Porta (04/06/09).

“Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento”. Mario Draghi all’Assemblea della Banca d’Italia, Considerazioni finali (29/05/09).

“Questa è un’informazione di Draghi che non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana”. Silvio Berlusconi, Radio anch’io (05/06/09).

Da: Lavoce.info

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Funzionerà? note sulla crisi

Posted by piergiorgiogawronski on April 7, 2009

Le borse mondiali sono finora cadute allo stesso ritmo del 1929-30. La produzione industriale mondiale (in mancanza dei dati del PIL, che arrivano con molto ritardo) sta cadendo a ritmi più rapidi che nel 1929-30. Lo stesso dicasi per il commercio mondiale – fenomeno particolarmente preoccupante, dato che gli economisti la considerano la principale causa della spirale che portò alla Grande Depressione. E come allora, la crisi è davvero globale.

PILCosa è diverso? Le politiche monetarie più espansive, i tassi d’interesse nominali più bassi, i deficit pubblici più alti. In una parola: la risposta di politica economica è diversa da allora. Funzionerà?

Un’ultima annotazione riguarda le differenze regionali. In America, UK, e Cina, la risposta di politica economica è stata molto più intensa che in Europa. Infatti, la crisi – pur essendo nata negli USA – appare ora meno grave lì che da noi. Tuttavia, anche il Giappone ha messo in campo una cura più forte che da noi, ma le cose non vanno meglio di qui, almeno per ora…

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Le previsioni dell’OCSE smentiscono l’ottimismo di maniera

Posted by piergiorgiogawronski on March 31, 2009

Logo OCSELe previsioni dell’Ocse sul 2009 e 2010 – appena uscite – confermano quello che già sapevamo: le cose vanno molto peggio di come i governi europei – soprattutto quello italiano –  vogliono far credere. -4.3% è la variazione del PIL prevista quest’anno, crescita negativa zero l’anno prossimo, e disoccupazione in Europa (e Italia) oltre il 10%. Si tratta di previsioni tanto negative quanto realistiche.

L’ottimismo di maniera  – oggi pesantemente smentito –  fa perdere credibilità ai governi, e aumenta l’incertezza. Stiamo raccogliendo il frutto del drammatico fallimento delle confuse politiche economichedella destra europea, di Merkel, Sarkozy e Berlusconi. La crisi iniziata in America poteva contenuta qui da noi se l’Unione Europea avesse messo in campo un’azione coordinata. Invece sono prevalsi gli egoismi nazionali e lo scaricabarile.

L’OSE critica anche la Banca Centrale Europea, e con ragione: non può continuare a tenere i tassi a livelli così alti (1,5%) in una situazione del genere: è l’unica al mondo! E’ la dimostrazione che Trichet sta pesantemente sottovalutando il rischio della deflazione, che accentuerà la crisi. Bisognerebbe invece cambiare con urgenza lo Statuto della BCE per consentirle l’acquisto di titoli pubblici.

L’OCSE chiede infine di “focalizzare le politiche sui disoccupati”. Ha ragione anche qui: perché così si sostengono le vendite di tutte le imprese. Quel che bisognerebbe fare subito è vaare una indennità di disoccupazione generalizzata e automatica, che dia certezze a tutti iprecari, finanziata, se ne sono capaci, attraverso il recupero dell’evasione e degli sprechi, altrimenti attraverso un aumento delle tasse sui redditi da 70.000Euro in su.

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La crisi finanziaria globale

Posted by piergiorgiogawronski on February 10, 2009

C’è ancora molto da fare (29/10/08. L’Unità, assieme a Fabio Scacciavillani)

Ballarò, arriva il Liberismo statalista (Blog, 22/10/08)

Il Piano Europeo contro la crisi (12/10/08)

Domani, 10 Ottobre, venerdì nero (Blog, 9/10/08)

Lo scenario “C” (Blog, 8/10/08)

Reagire immediatamente – Comunicato (29/9/08)

La crisi di Wall Street – Intervista al GR1 (16/9/08)

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La crisi di Wall Street

Posted by piergiorgiogawronski on February 10, 2000

PierGiorgio Gawronski, membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico, in relazione alle ripercussioni sull’Italia della crisi di Lehman Brothers ha dichiarato:

“La crisi di Wall Street mostra l’esito inevitabile delle politiche populiste, basate sui debiti. L’Amministrazione Bush ha drogato per anni l’economia con afflussi di capitali internazionali inusitati. Ha ridotto la regolamentazione del settore finanziario. Poi è stato incapace di arginare le ripercussioni delle insolvenze sui mutui subprime; ieri ha fatto una scelta rischiosa non intervenendo in soccorso della Banca Lehman (per il cui salvataggio bastavano 40Mld di $): il crack di una banca è infatti assai più pericoloso di quello di una impresa industriale (come l’Alitalia – il cui salvataggio costerà 200Euro ad ogni famiglia italiana).

Secondo l’economista del P.D., “La crisi finanziaria americana minaccia ora di contagiare il resto del mondo. Sono a rischio tutte le strutture finanziarie ‘deboli’. Nonostante la protezione garantita dall’Euro, anche l’ Italia, a questo punto, è a rischio, a causa dell’enorme debito pubblico”, che è “sostenuto da un settore produttivo debole, da uno Stato debole, da una politica debole”.

La crisi americana, in tutta probabilità, determinerà una fuga di capitali dagli strumenti finanziari ad alto profilo di rischio. I titoli del  debito pubblico italiano sono quindi esposti ad una grande incertezza. Inoltre il prevedibile crollo dei consumi americani determinerà una forte contrazione delle esportazioni europee.

In questa situazione di estremo nervosismo degli investitori internazionali, secondo Gawronski, “occorre una pronta reazione” del governo italiano:

1) “Riformuli la Legge Finanziaria, per rassicurare i mercati sulla  sostenibilità del debito pubblico italiano, introducendo nuovi tagli pluriennali alle spese improduttive.

2) Riveda i progetti sul federalismo fiscale che  – per come sono formulati –  provocherebbero un grave aumento dell’incertezza sull’entità della spesa pubblica, e rischiano di  far saltare qualsiasi quadro di riferimento della politica fiscale per almeno un decennio. Occorre invece un federalismo fondato su un rafforzamento del “patto di stabilità” interno, su regole drastiche che limitino gli abusi degli amministratori, in particolare nel settore sanitario.

3) Questo è inoltre il momento giusto per un accordo fra maggioranza ed opposizione su una Legge attuativa dell’Art. 81 Cost.  – ancora inapplicato -, atta ad accrescere la credibilità dei nostri titoli pubblici e a tranquillizzare gli investitori internazionali. E’ opportuno che un paese ad alto debito co,e il nostro si doti di una infrastruttura istituzionale adeguata: è una riforma a costo zero, che abbasserebbe notevolmente la spesa per interessi dello Stato. Oggi più che mai occorre gestire le aspettative.

4) Chieda una convocazione immediata del G8, con l’obiettivo  – oltre al coordinamento monetario già in atto –  di mettere in campo una risposta comune di espansione dei bilanci pubblici (ad eccezione dei paesi ad alto debito) e delle politiche commerciali.  A questo proposito, è importante non ripetere gli errori del 1929, quando il protezionismo trasformò la crisi della borsa americana in una tragedia planetaria. Al WTO l’Italia è schierata con i paesi protezionisti europei: occorre cambiare linea, rilanciare il negoziato WTO – puntando anche ad un accordo parziale ma rapido -, anche aprendo alle importazioni agricole, per calmierare i prezzi dei generi alimentari e favorire l’apertura dei mercati internazionali ai nostri prodotti industriali. Un accordo al WTO è anch’esso “a costo zero”: darebbe un immediato stimolo all’economia mondiale, di intensità superiore a qualsiasi eventuale pacchetto fiscale.

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